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       Iperrealismo iperrealista
                               S P A G N O L O     R OS A R I A


        
                  

Il sapere del fare

La passione e l'amore verso la vita e tutto ciò che ci circonda sono il motore  dal quale siamo mossi, portandoci verso l'arte del dipingere, di scommettere, sfidando le innumerevoli difficoltà di riproporre la realtà su una superficie bidimensionale; tutto questo non spaventa i miei allievi, anzi, li incoraggia a sfidare e ad affrontare la loro imperizia con metodo, supportato dal filtro del sentimento e dalla visione poetica del mondo, e li avvicina a conquistare il sapere dei grandi maestri del passato.
Per ottenere dei risultati occorre avere del tempo libero da dedicare a questa passione.          Il più delle volte sono persone, decise a realizzare con slancio il sogno di una vita, ritagliandosi uno spazio per crescere artisticamente.
Per accelerare tale apprendimento si viene a decidere di frequentare un "corso di pittura".
Tutte queste persone amano l'arte figurativa estrema : l'Iperrealismo.
L'iperrealismo è una corrente artistica nata ed affermatasi negli Stati Uniti d'America attorno agli anni '60 - '70, influenzando l'Europa che si propone di rappresentare la realtà non più così come l'occhio umano la percepisce, ma nei suoi dettagli, in una riproduzione dell'immagine del mondo il più possibile fedele, anzi identica alla realtà oggettiva.
La ricerca di neutralità dell'osservazione è talmente forte per l'Iperrealismo da ricorrere alla fotografia del soggetto scelto da rappresentare (nel 1968 viene infatti definito anche Photorealism dal gallerista newyorkese Louis K. Meisel) e non si basa sull'osservazione diretta, nel tentativo di garantire l'imparzialità della visione e la maggior anonimità possibile nella definizione del risultato, senza elaborazione alcuna da parte dell'autore, denunciando in ciò chiari rapporti di derivazione dalla Pop Art.
Il procedimento adottato dall'artista iperrealista per realizzare la sua opera parte dalla macchina fotografica, che fissa la scena nelle condizioni di luce, di colore, di disposizione spaziale desiderate e prosegue con operazioni a carattere meccanico di ingrandimento e di riproduzione su carta o tela dell'immagine, ottenendo come risultato finale un effetto "più reale del reale", iperrealista, appunto, spesso frutto di virtuosismo tecnico.
Abolita ogni personalizzazione o interpretazione dell'immagine,il soggetto perde ogni conflittualità; anzi viene in alcuni casi riconosciuta la superiorità della macchina, la quale produce la "vera" immagine, che il pittore a sua volta ricrea in seconda battuta, con gli stessi difetti e le stesse deformazioni dell'obbiettivo, le stesse rigidità dovuti all'impossibilità di aggiustamento del mezzo meccanico.
Eppure, tale ricerca ha portato vari artisti verso la rappresentazione della realtà in modo sempre più personale pur anche utilizzando il mezzo meccanico " la macchina fotografica".
Il risultato finale raggiunto nell'opera iperrealista è comunque paradossale, nella rappresentazione e traduzione nell'opera pittorica ultima dell'artista, si riscontrano emozioni creati dall'autore stesso anche inconsapevolmente.
Tuttavia, la rappresentazione della realtà è soltanto una scusante, per poter mostrare ciò di cui normalmente si perdono le tracce: la luce, il colore, l'astrazione figurativa, la composizione, la plasticità, la tridimensionalità, l'alta definizione, la scelta del tema e l'esecuzione artistica, impregnando il tutto di un'atmosfera poetica, eludendo le trappole del facile illustrazionismo.

Giuseppe Mallia Maestro dell'iperrealismo.